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Quella volta che hanno (quasi) sparato a John Lennon
Articolo di Lorenzo Badia
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I più attenti (cioè coloro che si disturbano a leggere tra le parentesi) avranno capito che questo articolo non parla dell’assassinio di John Lennon, avvenuto anni dopo per mano di un pazzo. Questo articolo parla di un pazzo che mise in pericolo la sua vita, ma era un pazzo completamente diverso. Si chiamava Phil Spector, tanto famoso come genio della produzione musicale (sua l’invenzione del “wall of sound“) quanto come imprevedibile lunatico.

Era il 1973 quando Lennon scelse proprio Spector per la produzione del suo album solista Rock And Roll (1975, EMI) e fu subito testimone delle sue stravaganze. Spector aveva l’abitudine di presentarsi alle sessioni di registrazione vestito nei modi più disparati (da karateka, da Batman…), inoltre si faceva di nitrito di amile (popper) e beveva una bottiglia di vodka al giorno. Come se non bastasse, data la sua paranoia per le aggressioni, non si separava mai dalla sua Colt Cobra calibro .38.

Pare che quella volta Spector fosse vestito da chirurgo, era ovviamente ubriaco, e stava giochicchiando con il revolver. Lennon commise l’incauto errore di contraddirlo su una scelta di arrangiamento. I due arrivarono a urlarsi in faccia a vicenda, fino a che Spector puntò la pistola carica contro l’ex-Beatles.

Spector non era nuovo a questo genere di cose: per lui il miglior modo di averla vinta nella discussioni era mettere mano alla fondina; i Ramones, Leonard Cohen e svariati membri del suo entourage hanno subito queste pericolose minacce. Ma quella volta Spector esplose un colpo per davvero. In aria, fortunatamente. Lo sparo assordante bucò il soffitto e rimbombò per lo studio, al che Lennon urlò: «Phil, se hai intenzione di uccidermi, uccidimi allora, ma non fare lo stronzo con le mie orecchie, ne ho bisogno!». I tecnici presenti erano spaventati a morte.

La produzione di Rock And Roll fu travagliatissima, tanto che Spector arrivò a “prendere in ostaggio” i master delle registrazioni e chiedere all’etichetta di Lennon novantamila dollari per riaverli indietro. Alla fine, Lennon dichiarò l’album maledetto, e aggiunse a proposito di Spector: «Amo molto il suo lavoro… è della sua personalità che non vado pazzo».

 


FONTE: theguardian.com | mentalfloss.com

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